Gestire lo stress ai tempi del Coronavirus

Posted By : silviamarinelli

Come è possibile, in questo momento particolarmente difficile, condurre una vita che sia piena e significativa? È possibile non sentirsi sopraffatti e impotenti davanti ad un evento di tale portata? A farmi da guida, nel rispondere a questi quesiti, è la mia formazione di psicoterapeuta cognitivo comportamentale e l’ACT, acronimo di Acceptance and Commitment Therapy, la terapia dell’accettazione e dell’ impegno nell’azione. L’ACT è un approccio terapeutico di ultima generazione con solide basi scientifiche che ci insegna a godere a pieno della propria vita e del proprio presente. Il suo fondatore Steve Hayes accende un potente faro sulla strada che oggi, al tempo del coronavirus, ci può condurre a vivere al meglio la nostra vita. Il primo punto su cui vorrei soffermarmi è legato alla comprensione che non sono gli eventi  in sé a determinare il vissuto della persona. “È l’interpretazione a far male, non il fatto in sé” diceva Aron Beck uno dei padri fondatori della psicologia cognitiva. È il modo in cui noi valutiamo e interpretiamo ciò che ci accede, in base a quelle che sono le nostre credenze, i nostri schemi cognitivi, la nostra personalità e la percezione delle abilità che pensiamo di possedere per far fronte a quell’evento, a determinare di gran lunga il modo in cui noi ci sentiamo e agiamo in una determinata circostanza.  La nostra mente, spesso, ci racconta delle storie su quello che siamo e sulle cose terribili che ci succederanno in futuro. Avete mai sentito raccontarvi in questi giorni: ‘non ne verremo mai fuori’; ‘non ce la farò’; ‘sono troppo fragile per sopportare tutto questo’; ‘non sono in grado’; ‘questa situazione mi sta distruggendo’; ‘impazzirò’; ‘è giusto soffrire e disperarsi in una situazione del genere’; ‘il peggio deve ancora arrivare”; moriremo tutti’. Ecco! Troppo spesso reagiamo a queste storie come se fossero verità assolute, ci aggrappiamo ad esse come se dovessimo dedicargli tutta la nostra attenzione (ci fondiamo con esse) e ciò andrà a determinare o ad alimentare rabbia, tristezza, frustrazione, paura e ci porterà inevitabilmente ad  adottare dei comportamenti controproducenti che ci allontaneranno progressivamente da ciò che desideriamo e dalla persona che vorremmo essere, impedendoci di trovare soddisfazione nella vita com’è adesso. Probabilmente se parlerò così a me stesso non sceglierò di affrontare la paura, non competerò con me stesso e non  crescerò nella direzione dei miei desideri, di ciò che è importante per me. Quindi, chiedetevi spesso:
– questo pensiero mi aiuta a diventare la persona che voglio essere?
– questo pensiero mi aiuta a raggiungere ciò che è importante per me?
– questo pensiero mi aiuta a migliorarmi e ad intraprendere un’azione efficace che migliora la mia vita?

Esistono una mole di ricerche scientifiche che evidenziano come la nostra mente può generare delle trappole psicologiche e come in queste trappole è possibile rimanere invischiati. È possibile imparare a distanziarsi dai propri pensieri disfunzionali ma anche a ristrutturare e ad orientare quest’ultimi in una direzione più funzionale, modulare l’intensità delle emozioni ad essi associati e favorire la messa in atto di comportamenti in linea con il raggiungimento dei nostri obiettivi. Idee diverse portano a comportamenti diversi che conducono a risultati diversi. Un altro aspetto significativo su cui è importante soffermarsi è legato al concetto dell’accettare, del ‘far spazio’ ai nostri impulsi ed emozioni indesiderabili. Conduci una vita piena in linea con quelli che sono i tuoi desideri nella misura in cui hai il coraggio di entrare in contatto con tue emozioni, quelle emozioni dolorose, quelle che non ti piacciono: la paura, la rabbia, la collera, la tristezza. Accettale, accoglile, ascoltale, non fuggire, non lottare contro di esse ma fagli spazio. Questo non vuol dire arrendersi o rassegnarsi ad esse ma semplicemente lasciare che siano presenti, perché fanno parte di te. Se deciderai di intaprendere una lotta contro di esse, se le eviterai o cercherasi di liberartene o allontanarle allora loro diventeranno più forti e ti porteranno inevitabilmente in una direzione sbagliata, ti ritroverai ad agire in contrasto con ciò che realmente desideri. Lasciare che queste emozioni siano presenti  ti darà la libertà di concentrare le tue energie nell’azione che farà progredire la tua vita nella direzione che desideri. Mentre non è possibile controllare le tue emozioni, ma semplicemente ridurne l’impatto, è possibile fare molto per controllare le tue azioni. Azioni condotte alla luce di ciò che è importante per te. Possiamo rimuginare su ciò che sta accadendo, affliggendoci e abbattendoci, oppure  trarre il massimo beneficio da questa situazione, sperimentando che se viviamo connettendoci con quello che desideriamo essere come persone, se ci impegnamo nell’intraprendere piccole azioni efficaci in tali direzioni, la vita può essere ricca, piena e significativa anche nella più terribile delle disgrazie. Allora è proprio questo il momento di chiedersi:
– che tipo di relazioni sto costruendo? È quello che desidero? Cosa posso fare di diverso?
– come voglio comportarmi nei confronti gli altri? Lo sto facendo? Cosa posso fare per essere maggiormente solidale con chi soffre in questo particolare momento?
– come vorrei canalizzare le mie energie e il mio tempo?
– che tipo di qualità personali e professionali mi ci piacerebbe coltivare?
– cosa vorrei migliorare di me?
– mi sto prendendo cura di me stesso? Come posso fare ogni giorno per volermi più bene?
– quali cambiamenti posso apportare per migliorare la qualità della mia vita?
– cos’è che rende la mia vita degna di essere vissuta?

È estremamente importante, in questo momento  riflettere su cosa possiamo fare per ridurre l’impatto di un evento di vita traumatico di tale portata, che sicuramente lascerà un segno indelebile su ognuno di noi, sulle nostre rappresentazioni, sul nostro modo di funzionare, ma che nello stesso tempo può rappresentare un’opportunità per ritrovarci, per riscoprire i nostri valori e migliorare la qualità della nostra vita. Per cui, individua i tuoi valori, stabilisci dei piccolissimi obiettivi in linea con i tuoi desideri, con ciò che hai individuato essere importante per te ed intraprendi ogni giorno un’azione efficace. Sono le azioni concrete che danno significato, modificano la nostra vita e ci aiutano a funzionare bene. Concludo, con alcuni consigli forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità e da professionisti che operano nel campo della salute utili a favorire un corretto funzionamento fisico e mentale:
– Mantieni uno stile di vita sano seguendo una dieta corretta.
– Fai regolare esercizio fisico. Tra le tante azioni benfiche, l’esercizio fisico può distrarci dalle preoccupazioni quotidiane, migliora il tono dell’umore e riduce stress e sentimenti di ansia e depressione. L’attività fisica è fondamentale per velocizzare il metabolismo e bruciare più calorie. Ti aiuta anche a mantenere massa muscolare e ossa forti. Un’attività fisica regolare aiuta a dormire meglio e sentirsi più energici durante il giorno.
– Mantieni regolare il tuo ritmo sonno veglia. Si consiglia di mantenere stabile l’orario di addormentamento e di risveglio. È necessario: limitare caffeina, nicotina e l’assunzione di sostanze stimolanti soprattutto nelle ore pomeridiane e serali; limitare l’alcol, controllare la dieta ed evitare di cenare troppo tardi; migliorare il confort del letto, migliorare la qualità dell’aria e controllare che la temperatura della stanza non superi i 18°, limitare il rumore, la luce e l’uso di dispositivi elettronici nelle ore serali; non addormentarsi sul divano. È utile, inoltre, evitare di fare sonnellini durante il giorno poiché vanno ad incrementare il quantitativo di sonno ottenuto durante le 24 ore ma determinano un sonno superficiale durante la notte causando difficoltà nell’addormentamento e frammentazione del sonno. Creare una routine preaddormentamento inserendo delle attività rilassanti almeno due ore prima di coricarsi aiuta a ridurre la tensione muscolare dovuta alla costante ipeattivazione fisiologica e a favorire un distanziamento dei pensieri negativi della giornata. Oggi le ricerche scientifiche mostrano, in modo sempre più preponderante, la centralità del sonno come garante della salute sia fisica che mentale.
– Riduci il tempo trascorso davanti guardando o ascoltando i media e seleziona le fonti di informazioni attendibili.

Russ Harris nel libro ‘La trappola della felicità’ ci ricorda che una delle rivelazioni più affascinanti del libro ‘Uno psicologo del lager’ di Victor Frankl è che:“contrartiamente a quello che si potrebbe credere, spesso le persone che sopravvissero più a lungo nei campi di sterminio non furono quelle più robuste e resistenti ma quelle più in contatto con uno scopo nella vita. Se i prigionieri riuscivano a connettersi con qualcosa cui davano valore come una relazione affettiva con i loro figli «…» questa connessione dava loro qualcosa per cui vivere, qualcosa per cui valesse la pena sopportare tutte quelle sofferenze. Quelli che non riuscivano a connettersi con un valore più profondo persero presto la volontà di vivere” (Harris R., 2010, pag.202). Ogni giorno è pieno di opportunità per apprezzare il mondo che ci circonda. Guardati intorni, sii aperto e recettivo e nota ciò che puoi vedere, udire, odorare, toccare e gustare. Se sei aperto e interessato alla tua esperienza gli ostacoli che incontri ti aiutano ad apprendere, a crescere e a migliorare la tua vita.

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